NCSC invita alla collaborazione prudente sull’IA per la difesa informatica del Regno Unito

Il National Cyber Security Centre del Regno Unito ha affermato che l’intelligenza artificiale potrebbe diventare una componente importante della futura difesa informatica, ma solo se le organizzazioni...

Il National Cyber Security Centre del Regno Unito ha affermato che l’intelligenza artificiale potrebbe diventare una componente importante della futura difesa informatica, ma solo se le organizzazioni la adotteranno con cautela e manterranno in vigore le misure di sicurezza di base.

In un recente post sul blog, l’NCSC ha dichiarato che l’IA potrebbe aiutare i difensori a migliorare il rilevamento delle minacce, identificare le vulnerabilità nelle reti e nei software, automatizzare alcune parti delle operazioni di sicurezza e accelerare la risposta agli incidenti. L’agenzia ha descritto questi ambiti come promettenti, avvertendo però che l’adozione pratica sarà probabilmente graduale, anziché immediata.

Secondo l’NCSC, i sistemi di IA di frontiera possono talvolta svolgere bene specifiche attività di sicurezza, ma possono anche essere incoerenti, difficili da testare e complicati da integrare in modo sicuro negli ambienti esistenti. L’organizzazione ha affermato che ciò significa che la loro implementazione richiederà nuove competenze, una supervisione chiara e tempo per maturare.

Peter Haigh, vice direttore tecnico dell’NCSC, ha sostenuto che sarà necessaria la collaborazione tra industria, governo e mondo accademico per favorire l’uso dell’IA nelle attività difensive. Il messaggio è in linea con le dichiarazioni del ministro della Sicurezza Dan Jarvis, che a sua volta ha sottolineato la necessità di collaborare alla difesa informatica basata sull’IA durante CYBERUK 2026.

Principali rischi da gestire

L’NCSC ha evidenziato diverse questioni che i difensori dovranno affrontare prima di utilizzare più ampiamente gli strumenti di IA:

  • approvazione e gestione dei rischi per le nuove implementazioni
  • requisiti legali, normativi e di supervisione umana
  • progettazione dei sistemi sicura per impostazione predefinita e sandboxing
  • integrazione sicura con gli strumenti e i flussi di lavoro esistenti
  • protezione di dati, proprietà intellettuale e informazioni sensibili
  • supervisione dei fornitori e delle altre componenti della catena di approvvigionamento
  • test per confermare che gli output siano accurati e utili
  • gestione attenta dei suggerimenti generati dall’IA e delle risposte automatizzate

L’agenzia ha affermato che l’IA potrebbe essere più efficace nell’individuare i problemi di sicurezza che nell’attuare autonomamente azioni correttive sicure. Per questo motivo, ha aggiunto, le organizzazioni non dovrebbero considerare l’IA un sostituto di una buona igiene informatica.

Al contrario, l’NCSC ha dichiarato che pratiche di sicurezza essenziali come l’applicazione delle patch, la configurazione sicura, il controllo degli accessi e il monitoraggio rimangono la priorità immediata, mentre proseguono i lavori su difese più avanzate basate sull’IA.