Un’intervista di SecurityWeek esamina le lacune nella governance e l’IA agentica nella cybersecurity
Una nuova intervista video di SecurityWeek analizza se le pratiche di governance e conformità nella cybersecurity tengano il passo con la rapida adozione dell’intelligenza artificiale, in particolare...
Una nuova intervista video di SecurityWeek analizza se le pratiche di governance e conformità nella cybersecurity tengano il passo con la rapida adozione dell’intelligenza artificiale, in particolare dei sistemi capaci di agire autonomamente per conto dei team di sicurezza.
Brian “SchleiF” Schleifer conversa con Clint Bodungen, direttore dell’ingegneria AI/ML di Arcovo e fondatore di ThreatGen. Bodungen, che si è concentrato ampiamente sulla cybersecurity industriale, illustra come siano cambiate le pratiche di sicurezza negli ultimi 20 anni e perché i processi organizzativi spesso non riescano a riflettere la realtà affrontata dagli addetti ai lavori.
Un tema della conversazione è la persistente importanza del comportamento umano. Sebbene le tecnologie emergenti introducano nuovi rischi e capacità, l’intervista sostiene che le persone, più del solo software, restano un fattore centrale in molti incidenti di sicurezza. La discussione esamina inoltre come i modelli di governance possano disconnettersi dalle esigenze operative, limitando potenzialmente l’efficacia dei programmi di sicurezza e conformità.
Il progetto MindStone Agent
Bodungen fornisce inoltre dettagli su MindStone Agent, un progetto open source di intelligenza artificiale agentica. Secondo l’intervista, il progetto mira a dotare gli assistenti IA di una memoria persistente, di un contesto identificabile e della continuità tra le interazioni. Queste funzionalità sono progettate per supportare un comportamento più coerente rispetto ai sistemi che trattano ogni sessione come isolata.
L’intervista presenta il progetto come un esempio di come l’IA agentica possa andare oltre i semplici casi d’uso basati su domande e risposte. Al tempo stesso, la memoria persistente e l’azione autonoma sollevano questioni di governance, identità, supervisione e sicurezza che le organizzazioni dovranno affrontare prima di implementare ampiamente sistemi di questo tipo.
Un esempio di risposta a un attacco ransomware
La discussione si conclude con uno scenario reale di risposta a un attacco ransomware, in cui agenti IA autonomi avrebbero contribuito a coordinare la risposta all’incidente, le attività forensi, il ripristino e la migrazione dell’infrastruttura con un coinvolgimento umano limitato. L’esempio illustra il potenziale dei sistemi agentici nell’assistere operazioni complesse e sensibili al fattore tempo, sottolineando al contempo la necessità di controlli adeguati e della responsabilità umana.
La conversazione completa è disponibile tramite SecurityWeek TV ed è promossa insieme al programma della conferenza sulla cybersecurity industriale della testata.
